È tornata la fiducia nel Paese i tassi negativi non spaventano - Intervento di Emilio Franco su La Stampa

13.08.2021

È tornata la fiducia nel Paese i tassi negativi non spaventano

L'Italia è considerata una garanzia il risparmio privato è aumentato e si cerca un porto sicuro

L'Italia è tornata a brillare. Emilio Franco, amministratore delegato di Mediobanca Sgr, non ha dubbi: «I rendimenti negativi sono la conseguenza di una nuova idea del nostro Paese. Certo ci sono elementi esterni come le vaccinazioni e la ripresa, ma l'Italia è tornata a essere attrattiva anche per gli investitori internazionali. E quando se ne accorgeranno anche gli italiani, la crescita non potrà che accelerare». Il primo risultato è che il Tesoro ha appena collocato 7 miliardi di Bot al minimo storico del-0,513%. «Il quadro generale è all'insegna dell'ottimismo. L'accelerazione macroeconomica è molto importante e l'economia sta ripartendo con le riaperture in tutti i settori. Si è finalmente rotto quel circolo vizioso che dall'aumento dei contagi portava ai lockdown». E così pur di investire la liquidità si comprano titoli a rendimento negativo? «Nella pandemia il risparmio privato degli italiani è a aumentato, così come quello delle aziende che hanno visto crescere i loro depositi. L'acquisto di titoli di Stato rappresenta un porto sicuro. Anche perché il rischio Paese è in costante calo. Non dimentichiamo che la BCE continua a mantenere politiche monetarie estremamente accomodanti e che Francoforte è un grandissimo compratore dei nostri titoli di Stato. Se per gli investitori istituzionali investire sul debito italiano è oggi una garanzia, per i piccoli risparmiatori apre nuove opportunità». Quali? «I rendimenti negativi sul mercato obbligazionario hanno l'effetto di sostenere le quotazioni del comparto azionario. Per gli investitori retail le vere opportunità sono nei titoli italiani. La Borsa continua a crescere, ma le nostre aziende continuano a essere sottovalutate. Anche alla luce dell'effetto che avrà il Recovery sull'intero sistema Paese». Le proiezioni dicono che la crescita potenziale dell'Italia raddoppierà. «Sì, ma non saranno solo gli investimenti pubblici a spingere il Pil. Sono in arrivo importanti riforme come quella della pubblica amministrazione, della giustizia e del fisco: sono elementi che serviranno a fare dell'Italia un Paese attraente per chi vuole fare impresa. Se riusciamo in questo obiettivo, l'afflusso di capitali non potrà che aumentare. Per questo sono convinto che i rendimenti dei titoli di Stato resteranno negativi ancora a lungo». C'è il timore che, archiviato il governo Draghi, la spinta riformatrice perda vigore. «Oggi ci troviamo nella situazione migliore possibile. Il nostro premier è tra i più credibili e influenti al mondo. E certamente è il motore che alimenta molta della fiducia che si respira intorno all'Italia. Ma i ministeri sono tornati a investire sulle persone e sulle competenze. Questo credo, e mi auguro, diventerà un processo irreversibile. Se continueremo lungo questa strada il rischio Paese è destinato a scendere costantemente. Con un doppio risparmio: sul fronte delle emissioni di titoli di Stato e dello spread». Qualche rischio ci sarà? «Certo, potrebbe arrivare una variante resistente ai vaccini o il Recovery potrebbe perdere efficacia senza Draghi. Ma dobbiamo goderci il momento e credere nelle potenzialità del Paese. Se lo fanno gli investitori internazionali che comprano il nostro debito con rendimenti negativi, non possiamo non farlo noi. Finché il rendimento dei tassi scenderà, le condizioni per l'economia resteranno favorevoli». 

La Stampa, 13 agosto 2021